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Il galoppo è l'espressione
più antica dello sport ippico. Al galoppo si corre da sempre e,
se prima si correva per necessità di ordine pratico (la rapidità in
battaglia), poi si cominciò ad apprezzare il cavallo anche sotto
la veste, più pacifica, della velocità in gara.
I migliori galoppatori erano gli arabi, veloci e resistenti. Superiori
alle razze europee, gli arabi iniziarono presto a diffondersi anche in
Europa.
Per oltre un millennio si registrano continue e disordinate immissioni
di sangue orientale sul preesistente sangue europeo.
Soltanto tra il '600 ed il '700 si pensò di selezionare una razza
ben definita: quaranta fattrici di sangue selezionato (Royal Mares) vennero
accoppiate a grandi riproduttori tra i quali si imposero Byerley Turk,
Darley Arabian e Godolphin Arabian (o Barb).
Da questo ristretto gruppo di cavalli discendono tutti i purosangue
del mondo. Ogni anno, in tutta Italia, vengono registrati circa 1900
purosangue italiani, 1300 nati in Italia e 600 all'estero.
Nonostante il numero modesto dei nati (nel mondo vedono la luce circa
80.000 purosangue l'anno), il nostro allevamento è particolarmente
stimato anche all'estero. I gioielli nella storia dell'ippica italiana
sono Nearco e Ribot. Recentemente un altro purosangue nato in Italia
si è messo in viva luce: si tratta di Sirlad che, negli Stati
.Uniti, ha battuto alcuni dei migliori galoppatori d'oltre Oceano.
L'andatura del galoppo è l'espressione massima della potenza
del cavallo in azione.
La spinta maggiore viene dal treno posteriore, che è l'autentico punto
forza di un purosangue. È comunque importante anche una particolare
solidità degli anteriori che vengono sottoposti a violente sollecitazioni
soprattutto nelle corse ad ostacoli.
Un purosangue si riconosce con una certa facilità rispetto ad un
trottatore: la testa è più affusolata, il torace appare possente,
il collo è slanciato, gli arti sono più sottili e più lunghi
e l'altezza in genere superiore. |
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