GP CITTA´ DI MONTECATINI

20/08/2008

Era il 9 agosto del 1953: nasceva il Gran Premio Città di Montecatini. Il favorito aveva un nome che era..

Era il 9 agosto del 1953: nasceva il Gran Premio Città di Montecatini. Il favorito aveva un nome che era tutto un programma, Birbone, e venti metri di vantaggio perché era italiano: regola sciovinista, che oggi è solo un ricordo. Aveva il nome giusto e quei venti metri, ma si fece fregare come un pivello da un outsider americano, Tryhussey, lanciato verso la rimonta dalle redini lunghe e sapienti del maestro napoletano Umberto D’Errico. Era la prima edizione del Città di Montecatini. Oggi lo chiamano tutti Gran Premio di Ferragosto ed è diventato una fabbrica di miti in questa città senza dimensioni, piccola nell’estensione e grande negli eventi, vanitosa e innamorata perdutamente di se stessa. Ma anche unica, come la sua corsa più bella. Birbone si fece beffare, quell’agosto del 1953, ma imparò la lezione e vinse due volte, nel ’54 e nel ’55. Tornese, il più grande campione espresso dal trotto italiano prima dell’era Varenne, al Sesana vinse 3 volte, sempre guidato da Sergio Brighenti. Il pilota in sediolo sulla pista termale ha alzato le braccia per cinque volte, il suo grande rivale Vivaldo Baldi sette. Ineguagliabili, grandi personaggi prima e dopo le corse. Crevalcore, il diavolo nero di Vivaldo, vinse il Gran Premio nel 1959 e nel ’61 e quando finì la carriera fu ospitato da Licia Giusti in una magnifica villa-fattoria ai margini del Padule dove poteva muoversi liberamente e mangiare ciliegie dagli alberi, come amava fare. Il doppio successo riuscì negli anni Settanta anche all’americano Wayne Eden, passato alla storia come “il cavallo rapito”. Sparì nel nulla dopo la vittoria nella notte del Ferragosto del 1975, otto giorni dopo fu ritrovato a Montescudaio. Wayne Eden tornò a correre e a vincere da fuoriclasse straordinario. Un altro grande americano Timothy T, il vagone nero che scese dall’aereo all’arrivo in Italia dopo una intensa carriera negli States, sembrava perso per le corse e che Giancarlo Baldi recuperò all’attività agonistica: trionfò al Sesana nell’edizione 1974 e fece tremare in una indimenticabile volata sulla pista di Modena il più forte di quell’epoca, il monumentale normanno Bellino II. Un posto importante nell’albo d’oro va assegnato a The Last Hurrah, beniamino di casa che aveva vinto la Lotteria di Agnano e che nel 1980 vinse anche il Gran Premio sulla pista amica dopo essersi piazzato in tre precedenti edizioni. Nel ’90 il Città di Montecatini fu disputato ad ottobre ed abbinato alla Lotteria Nazionale. Vinse Fiaccola Effe, cavalla imponente dalla progressione lunga. Con un volo straordinario sull’ultima curva andò a conquistare una spettacolare vittoria. Un lampo azzurro in un decennio che sarà comunque dominato dai trottatori esteri con le affermazioni degli scandinavi Friendly Face (1989), Gum Ball (1997), Louise Laukko (1998), Attention Flamingo (’00) e dei tedeschi Campo Ass nel ’93, Toss Out (’95) e Nuke It Linsay (’99). Gli anni 2000 sono iniziati all’insegna di Attention Flamingo, vincitore di una edizione del Città di Montecatini che non è certo stata una delle migliori, poi il team Ehlert-Paal trionfò nel 2001 con Brads Photo, un americano della Vitenzo che si aggiudicò la corsa in 1.12 siglando l’allora record della corsa che sarà migliorato solo nel 2004 dalla splendida Java Darche con un eccezionale 1.11.6, per il training di un Fabrice Souloy che proprio con lei ha iniziato a farsi conoscere nel nostro paese. Il record stabilito quella notte dalla portacolori della Ecurie Darche resiste ancora: nei due anni successivi, infatti, ha stabilito un notevole uno-due lo scattista Smashing Victory, mentre l’edizione dello scorso anno ha salutato il ritorno al successo di un indigeno, con il vero e proprio trionfo di El Nino in 1.12.3.Degno di nota, scorrendo l’albo d’oro anche il successo nel 2003 di Intact Hornline che vinse il Citta di Montecatini all’età di 11 anni battendo nel primato Birbone e Tornese vincitori rispettivamente nel 1955 e nel 1962 all’eta di 10 anni. DELFO GENIO E FOLLIA Tanti i campioni che hanno illuminato il Sesana nella notte di Ferragosto. Il più famoso di tutti, nell’immaginario collettivo, è però uno che non vinse mai: Delfo, il cavallo delle meraviglie. La notte del Ferragosto 1977 all’ippodromo Sesana ci sono decine di ragazzi aggrappati ai rami degli alberi e il traffico resta intasato per ore: arriva Delfo, il campione del mondo, primo italiano nella storia. A New York era filato in testa e nessuno lo aveva preso più, neppure il francese Bellino che alla vigilia sembrava imbattibile. Delfo corre a Montecatini, che ha scelto come bagno di folla per il suo ritorno in Italia dopo l’impresa americana, ma rompe clamorosamente in partenza. “Voleva strafare – dice il Pilota alla fine, con un sorriso disincantato – ne sono sicuro. Ha sbagliato perché voleva vincere, sentiva che tutta quella gente era venuta per lui”. La gente sfollò contenta per aver visto il Mito, quel cavallo che era genio e follia, unico nella storia del trotto. Nella Foto Rosellini: dall´alto TORNESE - TIMOTHY T - JAVA DARCHE Trenno-Gruppo SNAI



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